Aiuti di Stato a finalità regionale: nuove regole entreranno in vigore dal 1° gennaio 2022

Importanti novità per quanto riguarda gli aiuti di Stato a finalità regionale. La Commissione Europea, infatti, ha deciso di approvare delle nuove linee guida che entreranno in vigore a partire dal prossimo 1 gennaio 2022.

Aiuti di Stato a finalità regionale: importanti novità in arrivo

La Commissione europea ha deciso di adottare dei nuovi orientamenti per quanto riguarda gli aiuti di Stato a finalità regionale. Quest’ultimi, ricordiamo, stabiliscono le norme in base alle quali gli Stati membri possono concedere aiuti di Stato alle imprese per sostenere lo sviluppo economico delle zone svantaggiate dell’Unione Europea.

Allo stesso tempo garantiscono parità di condizioni tra gli Stati membri. Il tutto senza trascurare gli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie industriale e digitale dell’UE. Gli orientamenti riveduti, ricordiamo, entreranno in vigore a partire dal 1º gennaio 2022. Gli Stati membri dovranno quindi notificare la loro proposta di mappe degli aiuti a finalità regionale alla Commissione per ottenere la relativa approvazione.

Orientamenti rivisti: nuove regole a partire dal 1° gennaio

Grazie a queste nuove linee guida si prevede un aumento della copertura complessiva degli aiuti a finalità regionale. Quest’ultima, infatti, viene estesa dal 47% al 48% della popolazione dell’UE. Ma non solo, si assiste anche ad un aggiornamento dell’elenco delle “zone a” assistite e delle “zone c predefinite”, prendendo in considerazione le recenti statistiche Eurostat sul PIL e sulla disoccupazione. Si registra, poi, un aumento delle intensità massime di aiuto per sostenere gli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia digitale, senza dimenticare ulteriore incentivi agli investimenti nelle zone svantaggiate. In particolare sono previste diverse maggiorazioni dell’intensità di aiuto per le:

  • regioni ultra periferiche;
  • zone di confine;
  • di transizione giusta nelle zone più svantaggiate;
  • in cui si registra un calo demografico.

L’importanza di una concorrenza leale

La Commissione Ue, ricordiamo, ha stabilito delle norme in base alle quali gli Stati membri possono redigere le carte degli aiuti a finalità regionale per individuare le zone geografiche in cui le imprese possono beneficiare di aiuti di Stato a finalità regionale, ovvero zone assistite, e a quale livello, ovvero l’intensità dell’aiuto. La rivisitazione degli orientamenti è il risultato di una valutazione delle norme vigenti effettuata nel 2019 e di un’ampia consultazione delle parti interessate. Tra queste si annoverano Stati membri, autorità regionali e locali, associazioni di categoria, gruppi di interesse, singole imprese e cittadini. Soffermandoci sulle piccole e medie imprese, ovvero le PMI, le intensità massime di aiuto risultano più elevate rispetto alle grandi imprese.

Le nuove mappe degli aiuti a finalità regionale risultano valide per il periodo 2022-2027. Nel 2023, inoltre, si prevede una revisione intermedia, in modo tale da valutare l’andamento della situazione grazie all’ausilio delle relative statistiche. Grazie alle nuove linee guida in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, inoltre, rimangono invariate le misure di salvaguardia per impedire che gli Stati membri utilizzino fondi pubblici per la delocalizzazione di posti di lavoro da uno Stato membro dell’UE a un altro. Un requisito fondamentale, in modo tale da garantire una concorrenza leale.

Le parole di Margrethe Vestager

Sull’argomento è intervenuta Margrethe Vestager. A tal proposito la vicepresidente dell’esecutivo comunitario ha sottolineato come le linee guida “consentiranno agli Stati membri di sostenere le regioni europee meno favorite” e “ridurre le disparità”, raggiungendo gli obiettivi di coesione “al centro della nostra Unione“. La Commissione ha inoltre voluto evidenziare che gli orientamenti “mantengono forti garanzie per impedire agli Stati membri di utilizzare denaro pubblico per innescare il trasferimento di posti di lavoro da uno Stato membro Ue a un altro, elemento essenziale per una concorrenza leale nel mercato unico“.

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