Il Garante europeo per la protezione dei dati

Il Garante europeo per la protezione dei dati può essere indicato anche con la sigla “GEPD” e il suo compito principale è quello di garantire che gli organi dell’Unione europea e le istituzioni rispettino la protezione dei dati personali dei cittadini Ue.

Per la precisione, egli deve preservare il diritto di questi ultimi al trattamento riservato dei loro dati personali. La figura in questione è stata istituita nell’anno 2004 e la sua sede si trova in Belgio, precisamente a Bruxelles. Le caratteristiche del GEPD però non terminano qui.

Il Garante europeo per la protezione dei dati: chi è esattamente e in che cosa consiste il suo ruolo

Il Garante europeo per la protezione dei dati è una figura che presenta diversi compiti. Tra quello principale però vi è la protezione della privacy dei cittadini dell’Unione europea. Per la precisione, la protezione riguarda principalmente il loro diritto riguardante il trattamento dei dati personali. I diritti ad essi relativi sono presenti sia se i dati vengono forniti in formato elettronico e quindi digitale, sia se vengono scritti o se comunque sono visibili.

Quando si parla di “trattamento” inoltre si intende indicare la raccolta, ma anche la registrazione, il recupero dei dati, la loro conservazione, il loro eventuale blocco, il fatto di trasmetterli ad altri o a terzi e poi anche la loro eliminazione temporanea o meno.

La mansione principale del Garante europeo per la protezione dei dati è quindi quella di assicurare a tutti i cittadini europei di avere la massima tutela sulla privacy. Egli infatti deve tutelare anche le norme presenti a riguardo, a livello europeo, che possono organizzare al meglio il trattamento dei dati personali in tutto il territorio dell’Unione europea. È opportuno analizzare con attenzione anche le altre attività di cui il garante in questione si deve occupare.

Gli altri compiti del garante europeo

Tra le altre mansioni di cui il Garante europeo per la protezione dei dati si deve occupare, vi sono in primis il controllo riguardante il corretto svolgimento del trattamento dei dati personali.

Questo significa che la figura in questione si deve proprio occupare di analizzare che tutti rispettino le norme presenti. Il controllo inoltre avviene soprattutto sulle istituzioni che si occupano dell’amministrazione dell’Unione europea.

Oltre a questo, il garante può anche essere un consulente sia per gli organi Ue, sia per le varie istituzioni che la compongono e la sua consulenza riguarderà proprio l’argomento del trattamento dei dati personali a livello europeo. In più il garante potrà anche chiarire concetti sulle politiche adottate a riguardo, sulla legislazione, ma non solo.

A questa lista infatti si aggiunge anche il fatto di gestire le eventuali denunce che arrivano da parte di diversi soggetti, che possono essere organi, istituzioni e anche cittadini europei, e di condurre indagini a riguardo per tenere sotto controllo la situazione e per cercare di risolvere le problematiche.

Da aggiungere poi anche che il garante collabora con le amministrazioni presenti nei diversi Stati membri dell’Unione europea, sempre per garantire a tutti i cittadini Ue il rispetto della loro privacy sui loro dati personali.

Molto particolare anche un altro compito, che riguarda la tecnologia: si tratta del fatto di controllare tutte quelle nuove tecnologie e dispositivi che possono essere utili per proteggere i dati dei cittadini.

Il funzionamento di questa particolare figura

Il Garante europeo per la protezione dei dati viene eletto per un incarico di massimo 5 anni, che ha la caratteristica di poter essere rinnovato. Il funzionamento della sua professione si può dividere in due categorie principali.

Una riguarda il controllo e il rispetto della normativa vigente e l’altra la politica e la consultazione. Per quanto riguarda la prima, come accennato, il suo compito principale riguarda l’analisi del rispetto delle norme da parte di istituzioni e organi, mentre la seconda categoria implica la consulenza di cui si è già parlato, ma non solo.

A questa infatti si aggiunge anche il fatto di proporre nuove norme, sempre per migliorare il livello di protezione dei dati personali dei cittadini Ue. Non terminano qui le caratteristiche riguardo il Garante europeo per la protezione dei dati e riguardo i suoi compiti principali.

Gli altri elementi fondamentali

Tra gli altri elementi fondamentali che caratterizzano la figura del Garante in questione, vi è sicuramente il controllo su cosa non devono fare organi e istituzioni, in materia di sicurezza del trattamento dei dati personali.

Tra le prime azioni da evitare vi è il fatto di trattare dati inerenti l’origine razziale o etnica dei cittadini, perché vietato.

Vietato anche controllare o diffondere dati sulle opinioni politiche dei cittadini europei, vietato anche parlare delle loro concezioni religiose oppure delle concezioni filosofiche, nonché dell’affiliazione sindacale.

Oltre a questo, è vietato anche trattare informazioni che riguardano l’orientamento sessuale dei cittadini dell’Unione europea oppure il loro status di salute, a meno che non sia esclusivamente per degli scopi sanitari verificabili. In questa particolare casistica, saranno solo gli esperti che potranno trattare dati di questo tipo e in più si dovrà trattare di professionisti che fanno parte proprio del settore sanitario e tra l’altro obbligate a mantenere il segreto professionale.

Qualora poi un cittadino che si trova nel territorio dell’Unione europea riscontrasse delle problematiche sul trattamento dei suoi dati personali e si sentisse violato nella sua privacy per quanto riguarda questo ambito, allora la prima cosa che può fare è contattare il personale dell’Ue responsabile proprio dei dati personali e del loro trattamento. In questo caso il cittadino dovrà presentare una vera e propria istanza ai membri in questione, se però la violazione è stata compiuta da un organo o da un’istituzione.

Se poi non si è soddisfatti del risultato, allora è possibile rivolgersi direttamente al cosiddetto “responsabile della protezione dati” che lavora con l’istituzione o con l’organo che sono ritenuti essere i responsabili della violazione in questione.

In alternativa, è possibile proprio rivolgersi al Garante europeo per la protezione dei dati compilando un apposito modulo. Il GEPD dovrà indagare dopo aver ricevuto la documentazione e dopo aver effettuato le opportune verifiche, dovrà procedere cercando di risolvere la situazione. Se poi il cittadino non è d’accordo con la figura in questione, allora si può sollevare il caso direttamente alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Come si è visto, il garante in questione è una figura particolare, che protegge la privacy dei cittadini riguardo il trattamento dei loro dati personali.

di Giada Fiordaliso

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