Scuola, i precari si rivolgono al Parlamento UE: petizione per riconoscere il valore dell’esperienza “maturata sul campo”

La scuola è senz’ombra di dubbio uno dei tasselli più importanti di un Paese. Qui, infatti, crescono bambini e ragazzi che rappresentano il nostro futuro e che possono contare sul lavoro di tantissimi insegnanti, sempre pronti a fornire un sostegno sia dal punto di vista della formazione ma anche umano. Un ruolo chiave, quindi, quello dei docenti, da sempre alle prese con una problematica che sembra non avere mai fine, ovvero la stabilizzazione dei precari. Proprio per questo motivo, dopo anni all’insegna delle promesse, gli insegnanti precari italiani hanno deciso di rivolgersi con una petizione al Parlamento Europeo.

La richiesta dei docenti precari

Vista la situazione che da anni tiene in bilico i docenti precari, quindi, hanno deciso di rivolgersi al Parlamento Europeo tramite una petizione, presentata dai legali Aldo Esposito e Ciro Santonicola. Lo scopo è quello di chiedere il riconoscimento a favore dei docenti precari dell’abilitazione all’insegnamento “maturata sul campo”. In particolare si chiede di “intervenire per garantire la conformità in questo caso al diritto dell’UE in materia di professioni regolamentate (in particolare la direttiva 2013/55 / ​​UE)”. Ma non solo, anche “l’attuazione della clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (direttiva 1999/70 / CE)”. Quest’ultimo, volto a “prevenire l’abuso di contratti a tempo determinato successivi per gli insegnanti in questione”.

Dopo la beffa del Decreto Salva precari del ministro Bussetti approvato salvo intese e poi definitivamente e volutamente affondato dal CDM durante la crisi del governo giallo-verde e stanchi del muro di gomma del governo giallo-rosso che non ha mai ascoltato nessuno, ci siamo rivolti all’Europa, convinti della bontà della nostra battaglia“. Sono queste le parole del professor Vespa, presidente dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavorato. Hanno pertanto deciso di rivolgersi alla Commissione Europea. Dopo non aver ricevuto nessuna risposta in merito, quindi, hanno presentato la petizione al Parlamento Europeo.

Petizione, arriva l’accoglimento da parte del Parlamento Europeo

Ebbene, stando a quanto riportato dal sito NapoliTime, è arrivata lo scorso 22 gennaio la notizia dell’accoglimento da parte del Parlamento Europeo della Petizione. Quest’ultima, ricordiamo, è proposta e sostenuta dall’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, AnDDL. La finalità è quella di ottenere il riconoscimento dell’esperienza maturata sul campo da non meno di 100 mila docenti precari italiani.

Una situazione, quella dei contratti a tempi determinato, che riguarda, è bene ricordare, anche altri settori. Lo sa bene la Commissione Europea che già lo scorso dicembre ha inviato una lettera di messa in mora all’Italia. “Paese in cui i lavoratori del settore pubblico non sono ancora sufficientemente tutelati contro la discriminazione e l’utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato come previsto dalle norme Ue”. In particolare si è fatto riferimento all’operato di insegnanti, operatori sanitari, lavoratori agricoli e volontari dei vigili del fuoco nazionali. Ma anche lavoratori del settore dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, personale di alcune fondazioni di produzione musicale, personale accademico.

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