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Investire per rilanciare l’economia, soprattutto in un contesto come quello attuale segnato dal Covid, si rivela indubbiamente importante. Proprio in tale ambito si inserisce il Piano Transizione 4.0, volto a favorire la nascita di una nuova politica industriale del Paese, che risulti più inclusiva e attenta alla sostenibilità.

Cos’è il Piano Transizione 4.0

Il Piano Transizione 4.0 ha l’importante compito di sostituire i precedenti Impresa 4.0 e Industry 4.0., volto a rappresentare l’indirizzo di politica industriale dell’Italia. Il tutto, volgendo una maggior attenzione all’innovazione, ma anche agli investimenti green e per le attività di design e ideazione estetica. Si tratta, in pratica, di un’unica misura, con aliquote differenti per diverse categorie di beni. In particolare, il nuovo credito di imposta previsto dal Piano Transizione 4.0 sostituisce dal 2020 le misure disponibili fino a qualche tempo fa. Grazie alla Legge di Bilancio 2020 e il Piano Transizione 4.0, infatti, sono sparite le tradizionali misure del Piano impresa 4.0, iper ammortamento e super ammortamento. Questo in favore del nuovo credito di imposta, con la dotazione in PNRR pari a 18,45 miliardi di euro

Mise: pubblicati i modelli per comunicare gli investimenti

Ebbene, grazie a tre distinti Decreti Direttoriali firmati lo scorso 6 ottobre, il Mise ha pubblicato i modelli. Ma non solo, anche contenuti, modalità e termini di invio delle comunicazioni previste dalle rispettive discipline dei crediti di imposta appartenenti al Piano Transizione 4.0. Quest’ultimo, ricordiamo, non è altro che il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi 4.0, il credito di imposta R&S e il credito di imposta Formazione 4.0. Entrando nei dettagli,  il MISE ha approvato i modelli per la comunicazione dei dati e delle altre informazioni inerenti l’’applicazione di tre crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0. Ovvero, il credito d’imposta per:

  • gli investimenti in beni strumentali 4.0
  • il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, attività di innovazione tecnologica e attività di design e ideazione estetica
  • per la formazione 4.0 del personale dipendente.

Per  quanto riguarda gli investimenti che fanno riferimento all’ambito della Manovra 2020 il modello di comunicazione deve essere trasmesso al MISE entro il prossimo 31 dicembre 2021. Dall’altro canto, per quanto riguarda quelli rientranti nella Manovra 2021 “il modello di comunicazione va trasmesso entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi”. Quest’ultima riferita a ciascun periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti”. Ricordiamo, inoltre, che il semplice invio della modulistica: “non costituisce presupposto per l’applicazione del credito d’imposta”. I dati, infatti, devono essere comunicati “al solo fine di valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative”. Ma non solo, l’eventuale mancato invio del modello non comporta comunque effetti in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria della corretta applicazione della disciplina agevolativa.

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