Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: di che cosa si tratta e le sue caratteristiche

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si può indicare anche con la sigla “PNRR” e fa parte del Next Generation EU. Entrambi sono programmi ideati dall’Ue con lo scopo di rispondere alle problematiche causate dalla pandemia.

Per quanto riguarda gli obiettivi del piano in questione, questo si sviluppa su diverse linee, che concernono principalmente tre rami differenti. Tra questi vi è quello della digitalizzazione e innovazione, ma anche quello della transizione ecologica e poi quello riguardante l’inclusione sociale.

 

 

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: quali sono le sue caratteristiche e obiettivi

 

 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un programma che mira a cercare di risolvere le varie problematiche che l’arrivo del Covid ha provocato. Prima di tutto cerca di trovare soluzioni utili per la ripresa economica della nazione, ma non solo.

L’Unione europea ha deciso di ideare questo piano anche per permettere all’Italia di eliminare i divari relativi alle distanze territoriali oppure di genere e inerenti quindi anche la società.

Riguardo i finanziamenti invece si può affermare che saranno destinati 82 miliardi di euro solo per il Sud Italia, mentre complessivamente la cifra è di 206 miliardi di euro. Oltre a questo, una buona parte dell’investimento sarà destinato per i giovani e anche per le donne. Sono presenti però anche altre caratteristiche del piano in questione.

 

 

Le altre caratteristiche del programma

 

Tra le altre caratteristiche del programma vi sono i tre punti indicati precedentemente, che a loro volta si dividono in altri rami. Il primo, che riguarda la digitalizzazione e l’innovazione, comprende anche la competitività e la cultura.

Per quanto riguarda questa categoria, il finanziamento stimato è di circa 49,2 miliardi di euro. Lo scopo principale è quello di rendere la nazione più sviluppata proprio dal punto di vista della digitalizzazione e nello stesso tempo si mira anche a investire maggiormente nel turismo e nella cultura.

Questi infatti sono due settori che hanno riscontrato diverse problematiche, con l’arrivo della pandemia.

Un altro punto che riguarda il piano sarà poi quello della rivoluzione verde, espressione che indica una transizione ecologica, per la quale si stanzieranno 68,6 miliardi di euro. Lo scopo è quello di rendere il Paese sempre più sostenibile, sotto diversi ambiti.

Fa parte di questa categoria anche il finanziamento di 31,4 miliardi di euro, che serviranno per risolvere problematiche inerenti le infrastrutture e la mobilità sostenibile.

La cifra di 31,9 miliardi di euro sarà invece per l’istruzione e la ricerca, mentre 22,4 miliardi di euro saranno per l’inclusione e coesione. In questo caso si mira a rafforzare l’inclusione sociale, con diverse soluzioni.

Altro punto fondamentale sarà poi quello della salute, che otterrà 18,5 miliardi di euro e servirà per rendere più forte il settore sanitario sul territorio. Si può quindi affermare che il programma in questione mira a rendere più forte la nazione, sotto diversi ambiti e in particolare ha lo scopo di eliminare le problematiche scatenate dalla pandemia.

 

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