Minimum Tax

La Minimum Tax ha ricevuto l’approvazione da parte del G20 che si è tenuto a ottobre 2021 e la sua attivazione avverrà nel 2023. Si tratta di un sistema di tassazione che colpirà aziende che hanno dei profitti annui maggiori di 750 milioni di euro. Oltre a questo, sono diversi gli obiettivi che la compongono e secondo numerosi presidenti, questo tipo di imposta potrebbe essere un ottimo modo per garantire un miglioramento dell’intera comunità internazionale.

 

 

Minimum Tax: di che cosa si tratta esattamente

 

 

La Minimum Tax è stata approvata in modo ufficiale durante il G20 che si è tenuto il 31 ottobre 2021 e a quanto pare dovrà scattare a partire dal 2023. Si tratta di un’aliquota che corrisponde al 15% e che potrebbe interessare oltre un centinaio di multinazionali. Non riguarda solo le grandi imprese presenti nell’Unione europea, ma anche quelle che hanno la sede principale negli Stati Uniti o in altri Stati.

Lo scopo principale è quello di far pagare ai colossi aziendali delle tasse consone e per la precisione, la tassazione colpirà tutte quelle aziende che hanno un guadagno superiore a 750 milioni di euro annui. Si può quindi prevedere che saranno colpite soprattutto “i grandi del web”, come per esempio Facebook, ma anche Google, Amazon, Apple. Il funzionamento della tassa in questione è particolare, perché le imposte andranno saldate in ogni Stato in cui i beni sono situati o comunque in ogni nazione in cui si generano guadagni. Nessuna agevolazione quindi, nemmeno per determinati Paesi. Si può quindi affermare che tale provvedimento serva anche per eliminare il concetto dei cosiddetti “paradisi fiscali”, ma questo non è tutto.

 

Le altre caratteristiche di questa tassa

 

È presente un altro fine relativo a questo nuovo sistema di tassazione, che riguarda il fatto di voler spronare le grandi aziende a far sì che i loro capitali siano solo all’interno della nazione in cui risiedono. Proprio per questo, i paradisi fiscali sarebbero eliminati, come accennato. Chiamata anche “tassazione minima globale”, quest’ultima sembrerebbe essere un passo decisivo anche pe far sì che l’intera comunità internazionale possa trarre dei giovamenti. Anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è d’accordo a riguardo e infatti ha espresso la sua soddisfazione in merito. Rimangono di opinione favorevole anche numerosi Paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia, che ha dichiarato che questo potrebbe essere un passo importante. Si attendono ancora ulteriori novità a riguardo, anche perché l’attivazione del sistema in questione avverrà, come accennato, nel 2023.

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