Intelligenza artificiale: ecco le novità Ue

Quando si parla di intelligenza artificiale, si indica un argomento sempre più importante per diversi ambiti. Anche l’Unione europea infatti ha avviato diversi progetti in cui l’AI, sigla che indica il settore in questione, viene tenuta in considerazione.

Tramite le tecnologie di elevata qualità infatti l’AI è in grado di apportare miglioramenti non solo alla società, ma anche all’ambito sanitario. Ultimamente però le novità riguardanti questo ambito stanno riguardando alcune regole che l’Ue ha stabilito.

 

 

Intelligenza artificiale: le novità stabilite dall’Unione europea

 

 

Quando si parla di intelligenza artificiale, in automatico si pensa anche ai diversi benefici che è in grado di apportare a diversi ambiti. Tra questi, quello della sanità, ma anche a quello dei trasporti e a diversi altri.

L’Unione europea spesso ha adottato progetti per cercare di sviluppare l’AI, ma ultimamente ha dettato alcune regole e principi a riguardo. Per la precisione, queste riguardano lo scopo di voler trasformare il territorio Ue in un importante polo per l’AI. Il tutto però calcolando almeno 4 livelli di rischio, per cercare di non incorrere in situazioni problematiche.

Per quanto riguarda il primo livello, ovvero il rischio non accettabile, l’Ue ha stabilito che tutti quei sistemi o elementi che possono minacciare la sicurezza, non sono consentiti. La regola sarà quindi in questo caso vietarli.

Poi c’è il rischio alto e per i meccanismi AI che vi rientrano, sarà doveroso possedere determinati requisiti per essere ammessi in Ue.

Il terzo livello invece è composto da elementi dell’AI che hanno un rischio limitato, come ad esempio i chatbot e anche questi dovranno sottostare però ad alcuni obblighi. Tra questi, quello della trasparenza.

L’ultimo livello di rischio è rappresentato da quello minimo e rientrano in questa categoria le app come quelle di videogiochi o anche sistemi anti spam. Oltre a queste novità però ce ne sono anche altre.

 

I sistemi biometrici

 

Già dal 21 aprile l’Unione europea si è espressa riguardo i sistemi biometrici, sottolineando che questi meccanismi rientrano nella categoria “ rischio alto”.

Nonostante questo però l’Unione europea ha anche stabilito che tali sistemi non saranno banditi, ma neanche multati. Quello che dovranno possedere però riguarderà un’autorizzazione specifica.

Per capire bene la decisione Ue si può specificare anche cosa riguardino. La biometria mira a controllare gli spostamenti dei cittadini ed è in grado di riconoscere, con dispositivi tecnologici, fino a 10000 volti in poco tempo. Questo, secondo l’Ue potrebbe minare ai diritti di libertà dei cittadini e per questo, la categoria è quella di rischio alto. Proprio per questi motivi inoltre, l’Unione europea ha vietato il loro uso libero e ha garantito la possibilità di usare questi sistemi solo in casi particolari.

Per esempio, si potranno utilizzare solo se c’è un minore scomparso o se si sta cercando un terrorista oppure se si devono ricercare sospettati di reati gravi. Come si è visto, sebbene l’AI sia di fondamentale importanza per numerosi ambiti e l’Unione europea spesso sfrutta i suoi benefici, tuttavia ha dettato alcune regole per il suo uso, in determinati settori. Tra questi, quello che riguarda il controllo degli spostamenti e il riconoscimento facciale, fattore che potrebbe nuocere alla privacy delle persone. Proprio per questo, l’Ue ha stabilito gli elementi indicati.

 

 

 

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