Global minimum tax: di che cosa si tratta esattamente

Con la denominazione “Global minimum tax” si intende indicare la cosiddetta “tassa sui giganti”, ovvero un sistema internazionale che riguarda la tassazione. Nei giorni scorsi l’approvazione è stata raggiunta da 131 nazioni su 139 e lo scopo principale è lottare contro i paradisi fiscali.

Per la precisione però dovrebbe entrare in vigore nel 2023 e fino a ottobre saranno confermati dei punti e stabiliti alcuni dettagli riguardanti altri.

 

 

Global minimum tax: di che cosa si tratta e quali sono le sue caratteristiche principali

 

 

La Global minimum tax ha raggiunto l’approvazione di 131 Paesi e tra coloro che in Europa non vi hanno aderito vi sono l’Irlanda, l’Ungheria e l’Estonia. Un obiettivo è proprio quello di riuscire a far sì che anche le nazioni non d’accordo, approvino il nuovo sistema di tassazione.

Come accennato però lo scopo principale è quello di ostacolare le multinazionali e fare in modo che non stabiliscano più le loro sedi nei cosiddetti “paradisi fiscali”. Oltre a questo, entro ottobre si mira a convincere tutte le nazioni che ancora non hanno aderito e a definire alcuni dettagli.

Per quanto riguarda invece il funzionamento di questa particolare forma di tassazione, si può affermare che ci sono due elementi principali. Il primo riguarda l’uso di un’imposta minima globale, da cui deriva la denominazione. Tale imposta sarebbe del 15% e graverebbe su tutte quelle multinazionali che hanno dei ricavi maggiori di 750 milioni di euro.

Il secondo pilastro di questo nuovo sistema di tassazione invece merita un approfondimento, anche perché funziona in modo differente.

 

 

Il secondo elemento principale di questa tassa e gli altri dettagli

 

 

L’altro fattore riguarda invece tutte quelle multinazionali che hanno più di 20 miliardi di dollari di ricavi. Oltre a questo, devono avere anche una certa differenza tra i costi relativi alla produzione e i ricavi percepiti attraverso le vendite. Se tale differenza sarà superiore al 10% del fatturato, allora una percentuale degli utili sarà tassata nella nazione in cui quella multinazionale ha effettuato le vendite.

Da aggiungere a tutto questo anche il fatto che fino a ottobre sono diversi i dettagli da considerare e da definire. Per ora si sta valutando anche la possibilità, come accennato, di spingere anche le nazioni non d’accordo su questa nuova tassazione, ad accettarla.

Altro dettaglio importante è anche il fatto che gli Stati Uniti chiedono di abolire le digital web tax che sono state stabilite nel corso del tempo da diverse nazioni. Questo ovviamente dovrebbe essere effettuato prima di confermare l’entrata in vigore della global tax.

Dati i principi su cui si basa, si può affermare che questo nuovo sistema di tassazione possa riuscire a ostacolare i paradisi fiscali ed eliminarli.

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