Geoblocking: l’Ue valuta una revisione anche per i servizi audiovisivi

 

Il termine “geoblocking” viene usato per indicare il regolamento sui blocchi geografici. Quest’ultimo vieta tutte quelle restrizioni e limitazioni geografiche riguardanti la vendita di servizi e di beni nell’Unione europea, che non sono giustificate.

In questi mesi l’Ue ha stabilito di porre l’attenzione sui servizi audiovisivi online, anche perché sono risultati molto utili, soprattutto nel primo lockdown.

 

 

Geoblocking e audiovisivi: l’Ue e le sue decisioni

 

 

Il geoblocking consiste nell’insieme di tutte le restrizioni di tipo geografico che riguardano in particolare servizi digitali. Proprio su questi ultimi e sugli audiovisivi, l’Ue ha sottolineato l’importanza di realizzare dei miglioramenti.

Tale necessità deriverebbe dal fatto che già durante i primi mesi della pandemia, numerose persone hanno utilizzato diversi servizi online. Per questo, secondo Thierry Breton, commissario per il Mercato interno, le barriere e i blocchi andrebbero tolti.

L’obiettivo è quindi quello di fare una revisione sugli audiovisivi, al fine di garantire ai consumatori Ue di godere al meglio di tutti i servizi in questione. Questi infatti dovrebbero essere garantiti in modo uguale a tutti i Paesi.

Alcuni progressi in tal senso si sono già visti, come ad esempio la riduzione delle barriere provocate dai requisiti di localizzazione. Tanti altri blocchi però andrebbero ancora eliminati.

 

Le altre considerazioni in merito

 

Per quanto riguarda le altre decisioni Ue riguardo il blocco geografico, per ora sembrerebbe si voglia estendere anche la legislazione ai contenuti con diritto d’autore.

Questo significa che anche e-book, contenuti musicali e audiovisivi potranno essere condivisi da consumatori transfrontalieri senza problemi.

Se però si elimineranno i blocchi in questione, ciò non significa che non si verificherebbero problematiche. Piuttosto, già la riuscita di tale obiettivo non sarebbe proprio facile.

A complicare le cose infatti sarebbe in primis il fatto che i singoli mercati nazionali riescono ad ottenere profitti più alti se sono presenti le barriere.

Per questo, la Commissione europea negli ultimi mesi ha cercato di instaurare un dialogo sempre più solido con il settore audiovisivo.

In questo modo, si cerca di arrivare ad una soluzione che garantisca l’accesso ai cittadini a contenuti audiovisivi, ma nello stesso tempo non danneggi i produttori.

Come si è visto, la tematica delle barriere geografiche per quanto riguarda la condivisione dei contenuti è molto ampia. Nonostante L’unione europea desideri risolvere il più possibile la questione dei blocchi, tuttavia non sempre è semplice.

La soluzione infatti dovrà essere una sorta di compromesso, utile per diventare vantaggioso per tutti, soprattutto per i consumatori Ue.

 

 

 

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