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Importanti novità in arrivo da parte della Commissione Europea che ha di recente deciso di dare il via libera alla decontribuzione in alternativa alla CIG. Una misura particolarmente importante, volta a garantire un valido aiuto alle categorie maggiormente colpite dalla crisi economica provocata dall’impatto negativo del Covid.

Ue, con la pandemia è aumentato il divario tra aree urbane e rurali

Gli ultimi mesi sono stati segnati dall’impatto negativo del Covid che continua ad avere delle ripercussioni non indifferenti sia dal punto di vista delle relazioni sociali che economiche. In particolare la crisi economica causata dal Covid ha contribuito ad aumentare il divario tra aree rurali e urbane, in particolar modo in alcuni Stati membri dell’Europa centro – orientale. Tra queste si annoverano, in particolar modo, Ungheria, Romania e Bulgaria.

Questo è quanto emerge da un sondaggio online sull’impatto della pandemia sui territori condotto da Eurofound a primavera 2020, estate 2020 e primavera 2021. Questo come illustrato sull’ultimo numero di TerritoriALL, magazine del programma studi Espon. In particolare i soggetti intervistati hanno lamentato delle serie difficoltà nel riuscire a far fronte alle spese per bollette. Ma non solo, anche per pagare mutuo o affitto.

Via libera alla decontribuzione in alternativa alla CIG

Una crisi economica che coinvolge anche l’Italia. Non a caso, purtroppo, moli imprenditori hanno dovuto chiudere le proprie attività. Proprio in un contesto di questo tipo, pertanto, interesserà sapere che la Commissione europea ha deciso che l’esonero contributivo, così come previsto dalla legge di Bilancio 2021, sia compatibile con il Quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato. Entrando nei dettagli ricordiamo che tale misura è stata introdotta dal decreto Agosto e confermata dal dl Ristori. Grazie a tale misura viene riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro privati che hanno usufruito della cassa integrazione causa Covid nel corso dei mesi di maggio e giugno 2020. Il tutto senza aver richiesto ulteriori trattamenti di integrazione salariale.

Lo scorso 9 dicembre la Commissione europea ha approvato il regime di aiuto, ai sensi del Temporary Framework, per un valore complessivo pari a 155,6 milioni di euro. Tale misura è destinata a tutti i datori di lavoro, di ogni dimensione e settore produttivo. Questo ad eccezione del settore agricolo e di quello finanziario. Una misura ritenuta, dalla Commissione Europea, necessaria, adeguata e proporzionata al fine di porre rimedio a un grave situazione di turbamento dell’economia di uno degli Stati membri. Questo in linea, come già detto, con le condizioni stabilite nel Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.

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