Parlamento Ue

La sigla PNRR indica il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e rientra nel progetto del Next Generation EU. Il primo scopo è quello di far fronte ai problemi scatenati dalla crisi pandemica, ma non è l’unico fine.

Gli altri riguardano tre rami differenti, come quello dell’innovazione e del digitale, della transizione ecologica e dell’inclusione sociale. Per quest’anno, il Piano Nazionale italiano ha presentato diverse novità.

 

PNRR: di che cosa si tratta esattamente e le novità di quello italiano

 

Il PNRR è stato ufficialmente inviato alla Commissione europea il 30 aprile 2021 ed è stato approvato il 22 giugno da quest’ultima e solo il 13 luglio dall’Ecofin, ovvero dal Consiglio Economia e Finanza.

Il Piano Nazionale deve essere presentato da ogni nazione che fa parte dell’Unione europea e ha come obiettivo principale quello di poter accedere al Next Generation EU.

Per quanto riguarda quello italiano, sono diverse le novità presentate. Tra queste vi sono un’elevata attenzione per la transizione verde, ma anche per la digitalizzazione, cultura, innovazione. In più si mira ad aumentare gli investimenti e i prestiti per garantire il diritto allo studio e per favorire l’edilizia scolastica.

A tutto ciò si aggiunge anche la cosiddetta “missione infrastrutture” e quella relativa all’inclusione sociale. Queste sono le maggiori tematiche su cui vertono i Piani Nazionali e in particolare anche quello italiano.

 

Gli investimenti

 

Ogni Piano Nazionale prevede investimenti che presentano cifre variabili da uno Stato membro all’altro. Per quanto riguarda l’Italia, si parla di 222,1 miliardi di euro e una parte di tale somma, 191,5 miliardi, sarà erogata tramite il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza.

Altri 30,6 miliardi di euro invece saranno erogati dal Fondo complementare. In più una cifra di ulteriori 13 miliardi proverrà da React EU. Si può affermare che i Piani Nazionali mirino principalmente a risolvere le problematiche poste dalla crisi pandemica e poi a sviluppare lo Stato membro sotto diversi punti di vista.

Come indicato, i maggiori rami in cui agisce il Piano Nazionale riguardano la transizione ecologica, l’inclusione sociale, ma anche istruzione e ricerca, digitalizzazione. A questi si aggiungono anche trasporti, lavoro e salute.

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