Comunicato stampa

25-11-2021

 

Il Parlamento chiede nuove regole per rafforzare la migrazione lavorativa legale

  • Un pool di talenti UE per far incontrare i cittadini di paesi terzi con potenziali datori di lavoro
  • Uno schema di inserimento per i lavoratori con un livello di istruzione medio-basso
  • Facilitare la mobilità intra-UE dei residenti di lunga durata che non sono cittadini comunitari e ridurre la burocrazia

Il PE chiede proposte legislative entro fine gennaio 2022 per facilitare la migrazione legale nell’UE e affrontare la sfida dell’invecchiamento della popolazione e la carenza di competenze.

Giovedì, i deputati hanno approvato una risoluzione di iniziativa legislativa sulla migrazione legale con finalità lavorativa. Nel testo, si auspica la creazione di un pool di talenti europei per far incontrare i candidati di paesi terzi con i potenziali datori di lavoro con sede nell’UE, per alleviare la carenza di manodopera nei Paesi dell’Unione. Il sistema dovrebbe basarsi sull’esistente portale EURES.

Il testo è stato approvato a maggioranza qualificata, con 497 voti favorevoli, 160 contrari e 38 astensioni.

Il Parlamento chiede uno schema di inserimento per i lavoratori di paesi terzi con un livello di istruzione medio-basso e un quadro di riconoscimento per le loro competenze e qualifiche. Tale schema dovrebbe facilitare l’ingresso legale nell’Unione di imprenditori stranieri che vogliono creare imprese e start-up, e per i lavoratori altamente mobili come gli artisti e i professionisti della cultura. Inoltre, i deputati chiedono che la Commissione crei nuovi visti per ingressi multipli della durata di cinque anni, che consenta ingressi nell’UE fino a 90 giorni all’anno.

Modificare le attuali leggi UE sulla migrazione legale

I deputati chiedono una revisione delle norme in vigore per i cittadini di paesi terzi che sono residenti di lunga durata, per consentire loro di trasferirsi in un altro Paese UE, dal giorno in cui il loro permesso viene rilasciato, a condizioni simili a quelle già valide per i cittadini UE. Il numero di anni necessari per acquisire un permesso di soggiorno europeo di lunga durata dovrebbe essere ridotto da cinque a tre.

Inoltre, i deputati chiedono una semplificazione delle procedure di richiesta per i visti, previste nell’attuale legislazione sui permessi unici. Ciò permetterebbe di presentare la richiesta sia dall’interno di un Paese UE – se il richiedente ha un permesso di soggiorno valido – sia da un paese terzo.

I deputati propongono anche di cambiare le attuali regole sui lavoratori stagionali, consentendo loro di rimanere disoccupati – mentre sono in cerca di un nuovo lavoro – per un massimo di tre mesi, senza che il loro permesso esistente sia revocato.

Citazione

Dopo il voto, la relatrice Abir Al-Sahlani (Renew, SE) ha dichiarato: “L’Europa sta affrontando notevoli sfide demografiche ed economiche. Per gestire queste sfide e per garantire che l’Europa sia forte e competitiva, abbiamo bisogno della migrazione legale. È un dato di fatto. Dobbiamo rendere il venire in Europa più attrattivo per i lavoratori migranti e riordinare il sistema per far sì che le regole siano rispettate”.

Prossime tappe

Come stabilito dal Regolamento del Parlamento europeo, la Commissione avrà tempo fino al 31 gennaio 2022 per presentare delle proposte che facilitino e promuovano l’ingresso e la mobilità all’interno dell’UE dei lavoratori di paesi terzi che migrano legalmente.

Il testo approvato sarà disponibile qui (cliccare su 25/11/2021)

Registrazione video del dibattito (23/11/2021)

Comunicato stampa dopo il voto in commissione parlamentare (27/10/2021) (EN/FR)

Dati personali della relatrice Abir AL-SAHLANI (Renew, SV)

Procedura (EN/FR)

Centro multimediale del PE

Il PE chiede uno schema di inserimento per i lavoratori di paesi terzi con livello di istruzione medio-basso. © Robert Kneschke / AdobeStock

Maurizio MOLINARI

Responsabile Media del Parlamento europeo in Italia

Alberto D’ARGENZIO

Addetto Stampa – ROMA

Valentina PARASECOLO

Addetta Stampa – MILANO

Di adminUE

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