Eurozona

Fondo complementare PNRR: contratti di filiera per settore ittico

Sono tanti i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea e dall’Italia al fine di favorire il rilancio dell’economia. Il mondo del lavoro, e non solo, d’altronde, continua ad essere messo a dura prova dalla crisi causata dal Covid. Ebbene, in tale contesto è bene sapere che c’è tempo fino al prossimo 30 settembre per partecipare alla consultazione pubblica lanciata dal Ministero delle Politiche agricole. Quest’ultima, ricordiamo, ha lo scopo di coinvolgere imprese e associazioni della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione di prodotti del settore ittico nella progettazione della misura prevista dal Fondo complementare al PNRR.

Contratti di filiera per il settore ittico

I contratti di filiera e di distretto sono stati ricollocati dall’esecutivo nel Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. Ebbene, a tal fine sono stati destinati 1,2 miliardi di euro del Fondo complementare. Di questi il 25% riservato alle produzioni biologiche italiane ottenute conformemente alla normativa europea e a quella nazionale di settore.

Un regime di aiuto specifico, quindi, rivolto ai settori della pesca e dell’acquacoltura. A tal fine il Mipaaf intende coinvolgere gli attori della filiera ittica. Entrando nei dettagli ricordiamo che i contratti di filiera e di distretto sono stipulati dal Ministero con i soggetti operanti nell’agroalimentare. Questo al fine di  rilanciare gli investimenti nel settore. In questo modo si intendo realizzare programmi d’investimento. Devono quindi essere in grado di integrare la fase di produzione con le successive fasi di trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti. Ma non solo, si intende potenziare la relazione organizzativa, logistica e commerciale.

Regime di aiuto approvato dalla Commissione Europea

Si tratta, come già detto, di un regime di aiuto già approvato dalla Commissione europea. Soffermandosi sul settore ittico, quindi, si intendono stabilire vincoli e modalità di finanziamento, Ma non solo, i contratti di filiera e distrettuali devono contribuire allo sviluppo sostenibile. La misura, quindi, dovrà essere in grado di incentivare i progetti che perseguano gli obiettivi ambientali dettati dalla PCP, dal Green Deal europeo e dalla strategia UE Farm to Fork.

C’è tempo fino al 30 settembre per presentare domanda

Hanno avviato una consultazione tecnica volta a raccogliere osservazioni e proposte dei portatori di interesse. Tra queste si annoverano imprese della pesca e dell’acquacoltura. Ma non solo, associazioni di categoria, amministrazioni pubbliche ed enti del settore. Quest’ultimi possono inviare l’apposita richiesta fino al 30 settembre 2021. A tal fine bisogna inviare il modulo all’indirizzo pec pemac.direzione@pec.politicheagricole.gov.it.

Si ricorda quindi di indicare nell’oggetto “consultazione tecnica – i contratti di filiera nel settore ittico”. Le agevolazioni, ricordiamo, potranno essere erogate come contributo in conto capitale, finanziamento agevolato o garanzie. Tali importi saranno a programmi tra 1 e i 50 milioni di euro per la realizzazione di investimenti e progetti volti a favorire lo sviluppo del settore ittico.

Veronica Caliandro

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