I fondi europei sono un mezzo finanziario grazie al quale l’Unione Europea riesce a perseguire il fine di integrazione economica e sociale dei Paesi membri. È possibile distinguere due tipologie di fondi, quelli gestiti direttamente dalla Commissione europea e quelli la cui gestione è invece affidata agli Stati membri e alle rispettive amministrazioni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sono, da dove vengono e la destinazione dei fondi UE.

Cosa sono i fondi europei

I fondi europei si presentano come mezzi finanziari volti ad aiutare a superare il divario economico che separa i Paesi e le regioni dell’Unione europea. Come già detto è possibile distinguere tra i fondi gestiti direttamente dalla Commissione europea e quelli la cui gestione è affidata direttamente agli Stati Membri attraverso le loro amministrazioni.

Ebbene, nel caso di finanziamenti UE gestiti direttamente dalla Commissione europea, è quest’ultima, oppure una sua Agenzia delegata, ad erogare i fondi in modo diretto agli utilizzatori finali, stabilendo autonomamente i criteri di funzionamento dei programmi grazie a dei bandi. Ma non solo, tali fondi si distinguono a loro volta in programmi intracomunitari oppure a cooperazione esterna. Come è facilmente intuibile dal nome, nel primo caso si tratta di progetti che vedono la partecipazione di paesi membri dell’Ue, nel secondo caso si spinge per la collaborazione tra stati membri con Paesi che non fanno parte dell’Ue.

La realizzazione dei programmi viene attuata attraverso bandi, appositamente pubblicati sulla gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, attraverso i quali vengono descritti le finalità del progetto, i requisiti richiesti per partecipare e i criteri di selezioni. Per poter accedere ai fondi bisogna presentare una proposta progettuale alle Direzioni Generali della Commissione europea e la percentuale di co-finanziamento dei costi progettuali può variare tra il 50% e il 100% del costo totale del progetto.

Per quanto riguarda i fondi europei a gestione indiretta o decentrata, invece, le risorse finanziarie del bilancio dell’Unione europea vengono trasferite agli Stati membri in base a dei programmi operativi. La Commissione monitora l’andamento della situazione e controlla. La selezione dei progetti, però, in questo caso è di competenza delle autorità nazionali e regionali. I progetti beneficiari percepiscono così una forma di finanziamento misto, costituito da sovvenzioni provenienti sia da fondi europei che nazionali.

Da dove vengono i fondi europei e cos’è un progetto europeo

Una volta visto cosa sono i fondi europei e le principali caratteristiche, sorge spontanea una domanda: da dove vengono? Ebbene per capire da dove vengono i fondi europei bisogna partire ovviamente dal bilancio dell’UE. Quest’ultimo, ricordiamo, viene finanziato attraverso:

  • dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE;
  • una piccola parte dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata nell’UE;
  • i contributi di ogni stato membro, proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE;
  • tasse sugli stipendi del personale dell’UE;
  • multe alle imprese che non rispettano la normativa europea;
  • interessi bancari.

Come visto, sono varie le forme di entrata del bilancio europeo, grazie al quale poter finanziare i vari fondi. A tal fine è bene ricordare che un progetto europeo può avere forme differenti, in base, ad esempio, al settore e all’argomento al centro dell’interesse. Un progetto Ue, infatti, può essere utilizzato per finanziare attività che favoriscono la creazione di reti, oppure essere individuali, ovvero volti a sostenere i progetti di un team di lavoro nazionale o transnazionale. Esistono anche le gare d’appalto, ovvero basate sulla richiesta di determinati servizi , attraverso “inviti a manifestare interesse” rispetto a dei programmi specifici. A tal proposito bisogna sapere che l’Italia è tra i Paesi con il maggior numero di enti ed imprese che beneficiano di finanziamenti europei a gestione diretta, ovvero che vengono erogati dalla Commissione grazie appalti e progetti.

Fondi Ue per il rilancio post Covid

Dopo aver visto cosa sono i fondi europei e come vengono finanziati, vediamo quali sono alcune delle misure messe a disposizione dell’Unione europea per favorire il rilancio dell’economia degli Stati membri in seguito all’impatto del coronavirus. Ebbene, tra questi fondi troviamo il fondo Sure, il fondo Bei, il Mes e il Recovery Fund.

Partiamo dal fondo Sure, acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, si presenta come uno strumento europeo di sostegno temporaneo attraverso il quale si vogliono attenuare i rischi di disoccupazione. Si tratta, in pratica, di prestiti agevolati erogati dall’Unione e che vengono utilizzati dagli Stati membri beneficiari in modo tale da poter coprire i costi degli ammortizzatori sociali per il lavoro, come ad esempio la Cassa integrazione per l’emergenza Covid oppure i bonus per lavoratori autonomi e professionisti.

Il Fondo BEI, erogato dalla Banca europea per gli investimenti, vede la distribuzione di 2 miliardi per la Sanità italiana, con la liquidità che verrà canalizzata attraverso il MEF e il ministero della Salute che ricopre il ruolo di parte attiva. La durata del finanziamento è di 15 anni e il tasso di interesse pari a zero. A 13.500 PMI e Micpap, invece, sono stati diretti 3,3 miliardi, in partnership con gli intermediari.

Il Mes, meccanismo europeo di stabilità, meglio conosciuto come “Fondo salva-Stati“, consente di ottenere prestiti per un importo pari al 2% del Pil del Paese richiedente, con l’Italia che, in questo caso, potrebbe chiedere circa 36 miliardi. Al momento, comunque, non è ancora stato raggiunto un accordo in merito.

Per finire ricordiamo il Recovery Fund, un meccanismo europeo per la ripresa post Covid, attraverso il quale l’Unione Europea incrementa il bilancio su base temporanea tramite nuovi finanziamenti raccolti sui mercati finanziari per un ammontare pari a 750 miliardi di euro, con l’Italia che potrà contare su 65,456 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto, di cui 44,724 miliardi per il 2021-2022 e 20,732 miliardi da spendere dal 2023. Complessivamente l’Italia riceverà grazie al Recovery Fund circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi di aiuti a fondo perduto e 127,4 miliardi in prestiti.

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