La Commissione europea ha dato il via libera ad un regime di liquidità per le banche italiane, al fine di offrire una forma di supporto in caso di necessità. Ma non solo, è stato anche approvato un regime da 484 milioni di euro per ridurre il costo del lavoro, grazie all’esenzione dei contributi previdenziali, delle aziende che si ritrovano a dover fare i conti con l’impatto negativo del covid sull’economia. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo in cosa consistono tali misure.

Banche, approvato regime di sostegno alla liquidità

In base a quanto si evince dal sito della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, quest’ultima ha dato il via libera ad uno schema di liquidità per le banche italiane, al fine di garantire una forma di sostegno in caso di necessità. In particolare, grazie a questo regime, lo Stato Italiano potrà rilasciare garanzie sulle passività di nuova emissione e sull’Emergency Liquidity Assistance – ELA dalla banca centrale, fino ad un importo nominale globale pari a 19 miliardi di euro.

A tal fine è bene ricordare che avranno la possibilità di accedere a tale misura solamente le banche italiane solvibili, così come stabilito dall’autorità di vigilanza competente, in crisi temporanea di liquidità. Come stabilito dalla Commissione europea, questo regime a sostegno alla liquidità delle banche è conforme alle norme riguardanti gli aiuti di Stato e ha validità fino al 20 maggio 2021.

Commissione europea, esenzione dai contributi previdenziali

In seguito all’emergenza coronavirus il governo ha adottato una serie di misure restrittive volte a contrastare la diffusione del virus, che hanno inevitabilmente delle conseguenze sia dal punto di visto sociale, ma anche economico. Ebbene, sempre nell’ambito del Quadro temporaneo per le misure degli Aiuti di Stato, la Commissione europea ha dato la propria approvazione per un regime italiano da 484 milioni di euro, con l’intento di fornire una forma di sostegno ai datori li lavoro privati che si ritrovano a dover fare i conti con l’impatto negativo del coronavirus sull’economia.
Si tratta, in pratica, di una misura grazie alla quale si cerca di preservare i posti di lavoro e sarà rivolto a tutti i settori, eccetto quello finanziario e agricolo registrati in Italia.

In particolare avranno diritto a questa esenzione dei contributi previdenziali le imprese che hanno beneficiato della cassa integrazione ordinaria e in deroga concessa dallo stato italiano a maggio e giugno 2020, ma che non hanno presentato domanda per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga previsti dal decreto di Agosto. I datori di lavoro, quindi, potranno ottenere l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali obbligatori a loro carico per un massimo di quattro mesi, fino al 31 dicembre 2020. Sono esclusi i contributi inerenti l’assicurazione contro gli infortuni sul posto di lavoro. Entrando nei dettagli, inoltre, ricordiamo che tale forma di aiuto:

  • non supera 120 mila euro per ogni impresa che opera nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • non supera 800 mila euro per tutti gli altri settori.

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