Sure e Next Generation EU sono alcune delle misure previste dall’Unione Europea a sostegno dei Paesi membri. Il primo si tratta di uno strumento temporaneo a sostegno dell’occupazione, mentre il secondo è volto a favorire gli investimenti privati, sostenere le imprese e favorire la transizione al digitale e al verde. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo in cosa consistono queste agevolazioni.

Sure, lo strumento europeo di sostegno temporaneo

Acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, lo Sure si presenta come uno strumento europeo di sostegno temporaneo attraverso il quale si vogliono attenuare i rischi di disoccupazione conseguenti l’impatto del Covid sull’economia. A tal fine l’UE eroga dei prestiti agevolati che vengono utilizzati dagli Stati membri beneficiari per coprire i costi degli ammortizzatori sociali per il lavoro dipendente e altre misure per i lavoratori autonomi, quali ad esempio la Cassa integrazione per l’emergenza Covid o il bonus da 600 euro per autonomi e professionisti. Tale fondo viene finanziato attraverso prestiti sul mercato, a loro volta ottenuti grazie alle garanzie fornite dagli Stati membri.

Strumento di sostegno temporaneo fino al 31 dicembre 2022, è stato ideato al fine di tutelare i posti di lavoro maggiormente colpiti dagli effetti del Covid. Il 20 ottobre la Commissione europea ha provveduto alla prima emissione dei prestiti obbligazionari, ottenendo un’ottima risposta da parte del mercato. L’Italia, ricordiamo, ha fatto richiesta dei fondi SURE già nel mese di agosto e il 20 ottobre la Commissione Europea ha provveduto con la prima erogazione di 10 miliardi all’Italia. Al termine delle erogazioni, il nostro Paese riceverà un totale di 27,4 miliardi di euro.

Next Generation EU, il piano per la ripresa dell’Europa

Al fine di rilanciare la ripresa economica dei Paesi europei, la Commissione europea ha approvato il programma Next Generation UE, dal valore di 750 miliardi di euro. Tale fondo, finanziato grazie all’emissione di eurobond, ovvero titoli di debito comune, prevede:

  • 390 miliardi come sovvenzioni, contributi a fondo perduto;
  • 360 miliardi, invece, come prestiti che vanno restituiti, seppur con un interesse basso.

Proprio come lo Sure, anche nel caso del programma Next Generation UE, l’Italia sarà il primo Paese beneficiario, ricevendo circa il 28% delle risorse distribuite. A tal fine bisognerà rispettare delle scadenze molto rigide, come ad esempio l’impegno di tali risorse risorse entro il 2023. Questo vuol dire che i progetti dovranno essere definiti entro tale scadenza, con i relativi interventi che dovranno essere completati e rendicontati entro il 2026, così come i pagamenti. L’intento del programma Next Generation UE, ricordiamo, è quello di aiutare i Paesi membri a realizzare progetti che permettano di diventare più competitivi, agendo in determinati settori. Tra questi si annoverano la sostenibilità energetica, la transazione ambientale e politiche di digitalizzazione.

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